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	<title>Enogastronomia Archivi - Porto Antico di Genova</title>
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	<description>La piazza sul Mediterraneo</description>
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	<title>Enogastronomia Archivi - Porto Antico di Genova</title>
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		<title>Slow Fish 2023: Coast to Coast</title>
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		<dc:creator><![CDATA[claudiatirasso]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 May 2023 07:19:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Area Porto Antico]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicati stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Enogastronomia]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Magazine]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Al Porto Antico di Genova dall’1 al 4 giugno Giunta...</p>
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<h2 class="wp-block-heading">Al Porto Antico di Genova dall’1 al 4 giugno</h2>



<p>Giunta all’undicesima edizione, <strong>Slow Fish 2023 approda a Genova dall’1 al 4 giugno</strong>.<br>Organizzata da <strong>Slow Food </strong>e Regione Liguria, in collaborazione con il Comune di Genova,<br>la manifestazione biennale dedicata agli ecosistemi acquatici torna nei due luoghi simbolo<br>della cultura marinara della città: il Porto Antico, l’anima del centro storico e la più grande<br>piazza sul Mediterraneo, e Piazza Caricamento, storico spazio di manovra delle merci<br>marittime in terraferma.</p>



<p><br><a href="https://slowfish.slowfood.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Il programma è online!</a></p>



<p><br><strong>Coast to Coast</strong> è il tema dell’edizione 2023, un modo per sottolineare che mari, oceani e<br>acque interne non sono ecosistemi a sé stanti rispetto a quelli dove si svolge la vita umana:<br>gli ambienti acquatici e la terraferma sono strettamente interconnessi. Basti pensare<br>all’influsso che mari e oceani esercitano sul clima, o al fatto che ogni nostro comportamento<br>sulla terraferma, singolo o collettivo, genera ricadute profonde sulla salubrità delle acque.</p>



<p><br>Al centro delle conferenze di Slow Fish, oltre al <strong>rapporto tra il mare e la terra</strong>, sono altri tre<br>temi che riguardano da vicino gli ecosistemi acquatici come la <strong>crisi climatica e siccità</strong>, la<br><strong>problematica dei rifiuti in mare</strong>, a partire dalla plastica, e le esperienze di chi li studia e li<br>raccoglie, e il ruolo di primo piano che svolgono le città costiere, in quanto luoghi di<br>scambio per eccellenza fra popolazioni, culture e merci.<br></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="768" src="https://testing.portoantico.it/wp-content/uploads/2015/03/Slow-Fish-acciughe-1024x768.png" alt="" class="wp-image-6007" srcset="https://testing.portoantico.it/wp-content/uploads/2015/03/Slow-Fish-acciughe-1024x768.png 1024w, https://testing.portoantico.it/wp-content/uploads/2015/03/Slow-Fish-acciughe-300x225.png 300w, https://testing.portoantico.it/wp-content/uploads/2015/03/Slow-Fish-acciughe-768x576.png 768w, https://testing.portoantico.it/wp-content/uploads/2015/03/Slow-Fish-acciughe.png 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Un assaggio del programma</h2>



<p>Slow Fish 2023 è innanzitutto <strong>un’occasione per imparare</strong>, grazie alle attività di educazione<br>organizzate per approfondire le tematiche al centro dell’evento, con le <strong>Conferenze e i forum </strong>La parola ai<br>pescatori nella Slow Fish Arena, ma soprattutto per assaggiare e scoprire, tra <strong>Laboratori<br>del Gusto e Appuntamenti a Tavola, le lezioni di In cucina con Slow Food</strong> insieme ai<br>cuochi dell&#8217;Alleanza e gli <strong>Aperitivi quotidiani in Arena</strong>. Immancabili l’area dedicata a Food<br>Truck, Cucine di Strada e Birre Artigianali, l&#8217;Enoteca con oltre 300 etichette selezionate, il<br>Mercato, che con le sue bancarelle e le collettive delle Regioni italiane espone il meglio dei<br>prodotti della pesca e dell’agricoltura costiera e i Presìdi Slow Food che tutelano la<br>ricchezza di biodiversità dell&#8217;ecosistema.</p>



<h2 class="wp-block-heading">A Slow Fish per… imparare, assaggiare, scoprire<br>SOS: salviamo il gambero di fiume</h2>



<p>Organizzate da Slow Food e Acquario di Genova con il supporto di UniCredit, le attività di<br>educazione di Slow Fish 2023 si sviluppano nel contesto della <strong>Città dei bambini e dei ragazzi</strong><br>e coinvolgono non solo scuole e famiglie, ma tutti i visitatori che desiderano imparare<br>divertendosi, esplorando il misterioso mondo delle specie aliene.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="960" height="720" src="https://testing.portoantico.it/wp-content/uploads/2015/03/Slow-Fish-scuola.png" alt="" class="wp-image-6018" srcset="https://testing.portoantico.it/wp-content/uploads/2015/03/Slow-Fish-scuola.png 960w, https://testing.portoantico.it/wp-content/uploads/2015/03/Slow-Fish-scuola-300x225.png 300w, https://testing.portoantico.it/wp-content/uploads/2015/03/Slow-Fish-scuola-768x576.png 768w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading">I Laboratori del Gusto: dai sapori costieri ai frutti dell’entroterra</h2>



<p>A Slow Fish il piacere legato al gusto viene affrontato in maniera consapevole, ricordando<br>che dalle nostre scelte dipendono sia la qualità della nostra vita sia la salute del pianeta.<br>Non mancano quindi i Laboratori del Gusto, occasioni per gustare non solo pesci e mitili,<br>ma anche vini, oli e prodotti che rappresentano la diversità e la ricchezza dell&#8217;agricoltura<br>costiera. Senza dimenticare le tematiche ambientali legate al mondo ittico e alle nostre<br>abitudini di consumo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il Mercato di Slow Fish</h2>



<p>Pesci, conserve, sali, spezie e oli extravergini e poi ancora erbe officinali e aromatiche, frutta<br>e ortaggi: il <strong>Mercato di Slow Fish 202</strong>3, con le sue bancarelle e le collettive regionali, espone<br>il meglio dei prodotti della pesca e dell’agricoltura costiera. Da sempre, infatti, gli eventi di<br>Slow Food sono anche un’occasione per fare la spesa e conoscere produttori straordinari<br>provenienti dall’Italia e dal mondo, assaggiare e acquistare i loro prodotti e imparare a<br>conoscerne le caratteristiche e la storia. Protagonisti i <strong>Presìdi Slow Food </strong>che tutelano la<br>ricchezza di biodiversità dell&#8217;ecosistema costiero, dai prodotti ittici e le tecniche di pesca al<br>patrimonio viticolo e olivicolo.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="683" src="https://testing.portoantico.it/wp-content/uploads/2019/03/SlowFish_mercato-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-17509" srcset="https://testing.portoantico.it/wp-content/uploads/2019/03/SlowFish_mercato-1024x683.jpg 1024w, https://testing.portoantico.it/wp-content/uploads/2019/03/SlowFish_mercato-300x200.jpg 300w, https://testing.portoantico.it/wp-content/uploads/2019/03/SlowFish_mercato-768x512.jpg 768w, https://testing.portoantico.it/wp-content/uploads/2019/03/SlowFish_mercato.jpg 1279w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p><br>Slow Fish è realizzato grazie al sostegno di numerose realtà che credono nel progetto, a<br>partire dai Main Partner BBBell, Pastificio Di Martino, Quality Beer Academy, Reale Mutua<br>e UniCredit. La manifestazione gode inoltre della collaborazione del Porto Antico di<br>Genova, del supporto di Fondazione Carige, del sostegno della Camera di Commercio di<br>Genova. Partner culturale è l’Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale.</p>
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		<title>La Festa dei Mondi: anteprima dell&#8217;edizione 2021</title>
		<link>https://testing.portoantico.it/magazine-news/la-festa-dei-mondi-anteprima-delledizione-2021/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[claudiamorelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Sep 2020 14:02:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Enogastronomia]]></category>
		<category><![CDATA[Magazine]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Slittata da maggio a ottobre a causa dell’emergenza sanitaria, questa...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Slittata da maggio a ottobre a causa dell’emergenza sanitaria, questa <strong>anteprima</strong> della <strong>Festa dei Mondi</strong> 2021 vedrà rimandata alla prossima primavera buona parte degli eventi che l&#8217;hanno caratterizzata nelle edizioni precedenti.</p>



<p>Nata nel 2015 come Carnevale dei Mondi, la festa ha visto crescere di anno in anno il suo progetto e la sua missione, volta a offrire occasioni di conoscenza, di scambio e di avvicinamento tra le diverse culture che vivono nella nostra città.</p>



<p>Un evento in continua crescita, con oltre <strong>40 paesi rappresentati</strong> e un pubblico sempre più numeroso (circa 10.000 nell’edizione 2019).</p>



<h3 class="wp-block-heading">La Festa è solo rimandata.</h3>



<p>Il tema di questa V Edizione avrebbe dovuto essere <strong>Paesi Storie e Costumi</strong>, e così speriamo che sia il prossimo anno, il format quello ormai consolidato: una settimana di laboratori per le scuole e <em>workshop </em>e un fine settimana all’insegna della gastronomia e dell’artigianato, della musica e del folklore.</p>



<p>La vicinanza, non solo emotiva ma anche fisica che era caratteristica dei due giorni di Festa Finale, non consente il mercato gastronomico e quello artigianale e per quest’anno dobbiamo rinunciare anche alla musica in Piazzale Mandraccio e alla Grande Parata dei Mondi.</p>



<p>Tuttavia nell’ottica di mantenere vivo lo spirito e il palato questa <em>preview</em> ridotta sarà all’insegna del <strong>sapore.</strong></p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Anteprima Festa dei Mondi 2021: un giro del mondo, da un piatto all&#8217;altro.</strong></h3>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="576" src="https://testing.portoantico.it/wp-content/uploads/2015/03/catering-ibiza-fusion-food-1024x576.jpg" alt="" class="wp-image-3365" srcset="https://testing.portoantico.it/wp-content/uploads/2015/03/catering-ibiza-fusion-food-1024x576.jpg 1024w, https://testing.portoantico.it/wp-content/uploads/2015/03/catering-ibiza-fusion-food-300x169.jpg 300w, https://testing.portoantico.it/wp-content/uploads/2015/03/catering-ibiza-fusion-food-768x432.jpg 768w, https://testing.portoantico.it/wp-content/uploads/2015/03/catering-ibiza-fusion-food.jpg 1110w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Dal <strong>5 al 7 ottobre</strong>, un piccolo assaggio di cucina etnica in una serie di workshop che stuzzicheranno la vostra golosità e la voglia di provare sapori esotici  </p>



<p>Grazie all&#8217;ospitalità e alla collaborazione di <strong><a href="https://www.eataly.net/it_it/negozi/genova/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Eataly</a> </strong>e ad alcuni amici che nonostante le difficoltà del momento sono riusciti a dedicare tempo e passione al progetto Festa dei Mondi, siamo lieti di proporre delle originali lezioni di cucina .</p>



<p>L’<strong>Associazione Semiforesti</strong>, proporrà la cucina di vari paesi del continente africano (6 ottobre), il <strong>ristorante O Boteco</strong> ci porterà in Portogallo  (7 ottobre) mentre l&#8217;<strong>Agenzia Consolare USA</strong> curerà una originale cucina Tex Mex salutare, una rassegna sui dolci americani, e una panoramica sulla cucina del Sud (5 ottobre).</p>



<p>I workshop sono a pagamento e prenotabili direttamente in negozio o sul <a rel="noreferrer noopener" href="https://www.eataly.net/it_it/corsi/genova" target="_blank">sito di Eataly</a> </p>



<ul class="wp-block-list"><li>5 ottobre &#8211; The Unknown Legends of American Cuisine &#8211; Introduzione alla cucina statunitense &#8211;> vai all&#8217;evento <a href="http://bit.ly/FestaMondi20USA" target="_blank" rel="noreferrer noopener">http://bit.ly/FestaMondi20USA</a></li><li>6 ottobre &#8211; Assaggio d&#8217;Africa &#8211;> vai all&#8217;evento <a href="http://bit.ly/FestaMondi20Africa" target="_blank" rel="noreferrer noopener">http://bit.ly/FestaMondi20Africa</a></li><li>7 ottobre &#8211; Portogallo &#8211;> vai all&#8217;evento <a href="http://bit.ly/FestaMondi20Portogallo" target="_blank" rel="noreferrer noopener">http://bit.ly/FestaMondi20Portogallo</a></li></ul>



<p></p>
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		<item>
		<title>Dolci di Carnevale: dalle bugie ai quaresimali della tradizione genovese</title>
		<link>https://testing.portoantico.it/magazine-news/dolci-di-carnevale/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Edoardo Cavazzuti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Feb 2020 09:57:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[Enogastronomia]]></category>
		<category><![CDATA[Magazine]]></category>
		<category><![CDATA[carnevale]]></category>
		<category><![CDATA[Carnevale 2020]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dal XVI secolo a oggi, Genova ha sempre festeggiato il...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Dal XVI secolo a oggi, <strong>Genova</strong> ha sempre festeggiato il <strong>Carnevale</strong> con coriandoli, sfilate e maschere coloratissime, ma senza dimenticarsi di rendere felici anche le papille gustative dei più golosi grandi o piccini che siano.</p>
<p>La tradizione culinaria genovese non si è fatta mancare la sua dose di <strong>peccati di gola</strong> a base di dolcetti fritti e zuccherosi tipici di questo periodo, per chi non teme il dietologo o la glicemia alle stelle, ecco cinque <strong>dolci di carnevale</strong>, da leccarsi i baffi da preparare in casa o da acquistare già pronti.</p>
<h2>Dolci di Carnevale.</h2>
<h3>Bugie: il grande classico di Carnevale.</h3>
<p><strong>Bugie</strong>, <strong>chiacchiere</strong>, <strong>frappe</strong> o <strong>cenci</strong>: qualsiasi sia il loro nome, fin da piccoli abbiamo imparato a riconoscere IL principe dei dolci di Carnevale per eccellenza.</p>
<p>La sua sfoglia croccante ricoperta da un sottile strato di <strong>zucchero a velo</strong> è semplice ma invitante. Persino gli antichi romani ne andavano pazzi, sebbene la loro ricetta comprendesse anche del poco invitante grasso di maiale.</p>
<p>Fortunatamente, ai giorni nostri, il grasso di maiale è stato accantonato per l&#8217;olio di arachidi e i più golosi possono riempire o ricoprire le <strong>Bugie</strong> con uno strato di <strong>crema</strong> o <strong>cioccolato</strong>… semplicemente irresistibili!</p>
<p>Dove potete trovarle? Oltre dai classici forni, <a href="https://testing.portoantico.it/strutture/eataly-genova-alti-cibi/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Eataly</a> le produce seguendo la ricetta classica, ma sempre con l&#8217;aggiunta di un tocco di <strong>genuinità</strong> e <strong>freschezza</strong> caratteristico dei suoi prodotti.</p>
<h3>Quaresimali: la golosa eredità delle monache.</h3>
<p>Altrettanto dolci e croccanti sono i biscotti tipici della tradizione ligure: i <strong>Quaresimali</strong>.</p>
<p>La storia narra che la ricetta dei <strong>Quaresimali</strong> nacque grazie a un gruppo di ghiotte monache genovesi che desideravano un<strong> dolce senza grassi animali</strong> poiché proibiti durante la Quaresima. Sostituendoli con il marzapane riuscirono nell&#8217;intento di soddisfare la loro golosità senza infrangere i dettami. Come biasimarle?</p>
<p>Per chi vuole rimanere leggero ma senza perdere la gioia del gusto, quindi, i <strong>Quaresimali</strong> sono la scelta giusta su cui orientarsi.</p>
<h3>Ravioli Dolci: un simpatico scherzo da fare ai bambini.</h3>
<p>Pensate che i <strong>ravioli</strong> siano solo ripieni di carne e verdura? Ebbene la notizia scioccante che cambierà le vostre vite è che non è così: i <strong>Ravioli Dolci </strong>esistono e li abbiamo inventati proprio qui a Genova.</p>
<p>A Carnevale ogni scherzo vale, per questo, i genitori e i nonni genovesi più burloni possono sorprendere i propri pargoli con dei raviolini del tutto simili alle loro controparti salate. L&#8217;impasto di questo dolcetto è composto da <strong>marzapane </strong>e ripieno di <strong>canditi</strong> o <strong>gianduia</strong>. L&#8217;inganno è infine perfezionato dal &#8220;sugo&#8221; che, in realtà, è confettura di <strong>albicocca</strong> e dal &#8220;parmigiano&#8221; simulato da scaglie di <strong>cioccolato bianco</strong>.</p>
<p>Questa golosa burla, inventata dai nostri avi secoli fa ai tempi delle Repubbliche Marinare, è reperibile soltanto nelle pasticcerie storiche di Genova essendo ormai (purtroppo) quasi caduta in disuso.<strong><br />
</strong></p>
<h3>Frittelle: il dolce di Carnevale più semplice e veloce da preparare.</h3>
<p>Tonde, morbide e zuccherose, le <strong>frittelle</strong> sono un altro classico della tradizione culinaria carnevalesca che non può mancare in tavola.</p>
<p>Vuote o ripiene di <strong>crema pasticcera</strong> sono il dolce ideale da preparare da soli o con l&#8217;aiuto dei bimbi per passare delle ore divertenti e all&#8217;insegna del gusto.</p>
<p>Non conoscete la ricetta? Dalla <a href="https://testing.portoantico.it/strutture/librerie-coop-libri/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">libreria Coop</a> potete trovare una vasta scelta di <strong>manuali di cucina</strong> sia per chi si cimenta per la prima volta ai fornelli sia per chi sogna un futuro da <em>chef</em> stellato.</p>
<h3>Ciambelline: le tonde leccornie tutte da gustare.</h3>
<p>Se come <em>Homer Simpson</em> amate le <strong>ciambelle</strong>, non potete perdervi questa deliziosa variante di carnevale!</p>
<p>Rispetto alle <strong>ciambelle tradizionali</strong>, guarnite con la glassa e riempite con crema o marmellata, le <strong>ciambelline</strong> sono molto più semplici e dalla forma più minuta, ma non per questo meno gustose.</p>
<p>L&#8217;impasto composto da <strong>burro</strong>,<strong>uova</strong>, <strong>zucchero</strong> e <strong>farina</strong> viene fritto nell&#8217;olio di semi e, infine, è spolverato con lo zucchero a velo.</p>
<p>La morbidezza e la dolcezza delle <strong>ciambelline</strong> non potrà non farvi amare fin dal primo morso questa leccornia.</p>
<p>Vi abbiamo fatto venire l&#8217;acquolina in bocca? Quali dolci mangerete durante il Carnevale?<br />
Raccontatecelo e condividete con noi le vostre ricette su <a href="https://twitter.com/portoanticoge" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Twitter</a>, <a href="https://it-it.facebook.com/portoanticodigenova/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Facebook</a> o <a href="https://www.instagram.com/portoanticodigenova/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Instagram</a>!</p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-19234 size-full" src="https://testing.portoantico.it/wp-content/uploads/2020/01/shutterstock_1311375971.jpg" alt="bugie" width="1200" height="801" srcset="https://testing.portoantico.it/wp-content/uploads/2020/01/shutterstock_1311375971.jpg 1200w, https://testing.portoantico.it/wp-content/uploads/2020/01/shutterstock_1311375971-300x200.jpg 300w, https://testing.portoantico.it/wp-content/uploads/2020/01/shutterstock_1311375971-1024x684.jpg 1024w, https://testing.portoantico.it/wp-content/uploads/2020/01/shutterstock_1311375971-768x513.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
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		<title>San Valentino a tavola: ecco i cibi dell&#8217;amore</title>
		<link>https://testing.portoantico.it/magazine-news/san-valentino-tavola-cibi-amore/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stefaniagaione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 Jan 2020 09:03:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Enogastronomia]]></category>
		<category><![CDATA[Magazine]]></category>
		<category><![CDATA[San Valentino]]></category>
		<category><![CDATA[San Valentino 2020]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Basta con i soliti articoli che parlano di cibi afrodisiaci...</p>
<p>L'articolo <a href="https://testing.portoantico.it/magazine-news/san-valentino-tavola-cibi-amore/">San Valentino a tavola: ecco i cibi dell&#8217;amore</a> proviene da <a href="https://testing.portoantico.it">Porto Antico di Genova</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Basta con i soliti articoli che parlano di cibi afrodisiaci e menzionano le sciccosissime ostriche, il golosissimo cioccolato e le dolcissime fragole. Abbiamo deciso di stupirvi con alcune curiosità del <strong>mondo vegetale</strong> che forse non avreste mai immaginato.</p>



<p><strong>Vi vogliamo così bene</strong> che per il vostro San Valentino abbiamo pensato di proporvi una dieta <strong>sana</strong> ed <strong>equilibrata</strong>, utilizzando ingredienti della nostra cucina mediterranea, ma non solo.</p>



<p>Vi siete mai chiesti quali caratteristiche di base deve avere un cibo afrodisiaco? Deve stimolare la <strong>vasodilatazione</strong> e quindi la <strong>circolazione sanguigna</strong>, deve contenere vitamina E che agisce sul <strong>desiderio sessuale</strong> e magari anche le vitamine del gruppo B e il potassio, ma anche molte altre caratteristiche. Venite a scoprirle con noi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Piccoli grandi seduttori.</h2>



<h3 class="wp-block-heading">Zenzero hot.</h3>



<p>Ormai si sa che il peperoncino è considerato l’afrodisiaco per eccellenza, ma dello <strong>zenzero</strong> che cosa ne dite? Ci sono culture che pensano addirittura che sia una cura naturale per l’impotenza: la sua qualità afrodisiaca principale è la capacità di apportare un maggior afflusso di sangue nelle <strong>zone genitali.</strong></p>



<h3 class="wp-block-heading">Un risotto eccitante.</h3>



<p>Non sapete forse che lo <strong>zafferano</strong>, che magari mettete in un apparentemente innocuo risotto alla milanese, con il suo forte <strong>potere eccitante</strong>, può risvegliare i sensi di chiunque lo mangi.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Ecco il perché dei confetti.</h3>



<p>E la frutta secca? Gli sportivi lo sanno che le <strong>mandorle</strong> sono un prezioso apporto energetico, sono ricche di vitamina A, calcio, ferro, ma anche di zuccheri che contribuiscono a dare la giusta energia per prestazioni fisiche. Sembra però che nel <strong>Medioevo</strong> fossero più <em>sgamati</em> di noi perché le utilizzavano nelle loro cucine per rendere i piatti afrodisiaci; ne facevano perfino <strong>filtri d’amore</strong>. Proprio per questo esiste l’usanza di inserire <strong>confetti di mandorla nelle bomboniere</strong> dei nostri matrimoni, come augurio di fertilità e prosperità.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Pinoli e fertilità.</h3>



<p>Ancora una volta in passato insegna e arriva dai greci e dai latini la notizia che i <strong>pinoli</strong> siano <strong>fonte di fertilità, </strong>elogiati perfino da <strong>Ovidio</strong> nel poema L’Arsa amatoria.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Miele meraviglia.</h3>



<p>E del <strong>miele</strong> ne vogliamo parlare? Sicuramente la mitica scena davanti al frigo nel film <strong>“9 settimane e ½”</strong> con una Kim Besinger al top della sua bellezza e un Mickey Rourke sensuale come non mai, aiuta la <strong>fantasia</strong> al suo utilizzo migliore, ma nella sua <strong>estrema dolcezza</strong>, il miele ha numerose qualità, tra cui quella di aumentare i livelli di estrogeni, i principali<strong> ormoni sessuali femminili</strong>. Inoltre contiene anche il boro, che innalza il <strong>testosterone</strong> nel sangue, ormone responsabile del desiderio sessuale in ambedue i sessi… praticamente prendiamo due piccioni con una fava.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Aglio per coraggiosi.</h3>



<p>Se invece avete <strong>coraggio da vendere</strong> e vi amate davvero tanto, l’<strong>aglio</strong> rientra nei primi tre cibi più afrodisiaci al mondo. Il suo odore non è esattamente piacevole, ma se riuscite a superare questo “piccolo” dettaglio sappiate che aumenta il <strong>flusso sanguigno</strong> e, addirittura, risolverebbe il problema dell’impotenza: basterebbe mangiare per tre mesi consecutivi <strong>quattro spicchi d’aglio al giorno</strong>… bazzecole!</p>



<h3 class="wp-block-heading">Non solo pesto.</h3>



<p>E chiudiamo con il <strong>basilico</strong> che risveglierebbe gli assopiti istinti sessuali <strong>soprattutto nell&#8217;uomo</strong>. Il pesto genovese risulterebbe quindi tra i cibi più afrodisiaci con la sua combinazione di basilico e aglio. Sappiate che ai vostri uomini potete anche propinarlo come <strong>tisana</strong> la sera prima di coricarvi, senza obbligarli a mangiare chili e chili di <strong>trofie al pesto</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I Frutti della passione.</h2>



<h3 class="wp-block-heading">Avocado proibito.</h3>



<p>Anche in questo caso, facciamo un salto&nbsp;nel passato, perché un’antica credenza azteca associava l’<strong>avocado</strong> ai genitali maschili considerandolo uno dei <strong>simboli fallici</strong> per eccellenza, al punto che in Spagna la Chiesa decise di proibirlo. È considerato uno dei frutti afrodisiaci per eccellenza, ma ha anche grandissime <strong>proprietà nutritive</strong>.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Melagrano multivitaminico.</h3>



<p>Il<strong> melagrano</strong>&nbsp;era considerato fin dall&#8217;antichità il frutto dell’abbondanza e della longevità. Ricco di sali minerali, potassio, ferro, fosforo e vitamine A, B e C, secondo alcuni studi, con <strong>il suo succo</strong> farebbe aumentare negli uomini il desiderio sessuale e il testosterone.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Fico: dall&#8217;egitto all&#8217;antica grecia.</h3>



<p><strong>Adamo ed Eva</strong> usavano le sue foglie per coprirsi e <strong>Cleopatra</strong> ne andava ghiotta. Il <strong>fico</strong> oltre alle sue proprietà afrodisiache, vanta anche qualità nutritive, digestive e lassative e, visto che gli antichi insegnano, sappiate anche che i Greci ne consumavano grandi quantità durante i <strong>riti propiziatori</strong> a sfondo sessuale.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Banana e libido.</h3>



<p>L’ultimo frutto della nostra lista è la <strong>banana</strong> che, con la sua vitamina B, il potassio e il magnesio è quasi <strong>osannata dagli sportivi</strong>, che resterebbero sorpresi di sapere che è in grado anche di aumentare la <strong>libido maschile</strong> e di combattere l’impotenza.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L’asso nella manica.</h2>



<h3 class="wp-block-heading">Dal Perù con furore.</h3>



<p>Se vi piace testare <strong>nuovi sapori</strong>, non lasciatevi sfuggire la <strong>maca</strong>. È una pianta che cresce principalmente in <strong>Perù</strong> e ha parecchie proprietà nutrizionali; la cucina peruviana la utilizza in diversi modi, anche se la parte più adoperata è la radice. È definita come un <strong>viagra naturale </strong>e, oltre ad essere un afrodisiaco, sembra che alcuni studi abbiano dato prova della sua capacità di favorire la <strong>fertilità</strong>. Nella donna risolverebbe addirittura problemi legati al <strong>ciclo mestruale</strong>, mente nell’uomo aumenterebbe la <strong>produzione di spermatozoi</strong>.</p>



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<h2 class="wp-block-heading">Cibi da evitare a San Valentino.</h2>



<p>Se dalla vostra cena romantica vi aspettate un <strong>lieto fine</strong>, ecco qui per voi gli ultimi suggerimenti. La <strong>carne rossa</strong> cucinata a puntino può essere considerata come un alimento <strong>super sexy</strong>, ma a molti dona quel senso di <strong>pesantezza</strong> e <strong>sonnolenza</strong> che rovinerebbe di sicuro i vostri piani romantici.</p>



<p>Da evitare, per ragioni molto simili, i <strong>fagioli</strong> e i <strong>formaggi</strong> &#8211; a causa&nbsp;della sensazione di gonfiore che procurano &#8211; e la <strong>liquirizia</strong> e la <strong>menta</strong> che pare abbassino il livello di testosterone.</p>



<p>Scordatevi poi la cena americana con il classico <strong>hot dog</strong>, che di caldo ha solo il nome e ostruisce le arterie anche nelle parti intime. Anche le <strong>patatine fritte sono out:</strong> danno un&#8217;immediata sferzata di energia,che presto si trasforma in un poderoso&nbsp;<em>abbiocco.</em></p>



<p>Avete adesso gli elementi sufficienti per organizzare la <strong>cena romantica dei vostri sogni</strong>. Non vi resta che andare al supermercato e procurarvi gli ingredienti necessari… e ricordate che <strong>anche cucinare insieme</strong> potrebbe risultare molto afrodisiaco. <strong>Buon appetito</strong>!</p>



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<h2 class="wp-block-heading">E adesso tocca a voi.</h2>



<p>Raccontateci e fotografate i vostri cibi afrodisiaci e le vostre sensuali ricette e condivideteli sui nostri canali social <a href="http://www.twitter.com/PortoAnticoGe">Twitter</a>, <a href="https://www.instagram.com/portoanticodigenova/">Instagram</a> e <a href="https://it-it.facebook.com/pages/Porto-Antico-di-Genova/114326745271580">Facebook</a>.</p>
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		<title>Christmas in Zena: tradizioni sotto l&#8217;albero</title>
		<link>https://testing.portoantico.it/magazine-news/tradizioni-sotto-lalbero/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[claudiatirasso]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Nov 2019 10:22:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[Enogastronomia]]></category>
		<category><![CDATA[Magazine]]></category>
		<category><![CDATA[Natale 2019]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>È arrivato Dicembre e come ogni anno porta con sé...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>È arrivato Dicembre e come ogni anno porta con sé tutta l’atmosfera e l’attesa del periodo più magico dell’anno, quello che precede il <strong>Natale</strong>!</p>
<p>In realtà, negli ultimi anni, le città iniziano sempre prima a vestirsi a festa e già da novembre<strong> le strade si riempiono di luci</strong> a tema e<strong> le vetrine si addobbano</strong> con le ultime novità, neve finta e Babbi Natale pupazzo.</p>
<p>Magari qualcuno tra noi <a href="https://testing.portoantico.it/2019/guida-ai-regali-di-natale/">ha già iniziato a comprare regali</a> per i propri cari – oppure a farsi qualche auto-regalo che aiuta sempre il morale – ma la verità è che lo spirito natalizio inizia a sentirsi veramente solo dall’8 dicembre, quando nelle case compaiono <strong>presepi e alberi di Natale</strong> pieni di festoni scintillanti e palline colorate.</p>
<p>Mentre quindi vi preparate a questo magico rituale che ogni anno riunisce bambini e adulti in una gara all’addobbo più bello o stravagante, abbiamo pensato di raccontarvi alcune delle più particolari <strong>tradizioni natalizie genovesi.</strong></p>
<h2>Christmas in Zena.</h2>
<p>Il Natale a Genova è sin dall’antichità una tradizione molto seguita. Se oggi strade, piazze e case si adornano di abeti più o meno grandi, un tempo la tradizione voleva che nelle case spiccasse un <strong>grosso ramo di alloro</strong> adornato con nastri bianchi e rossi ma anche frutta secca, maccheroni, arance, mele e melograni. Una cosa sicuramente diversa da adesso, ma che può essere un’idea originale ancora oggi per addobbare la vostra tavola nei giorni di festa.</p>
<p>I tipici regali di Natale, che oggi generano frenesia, un tempo erano limitati a un solo pacchetto, da porre vicino al presepe, e nel “<em>o dinâ da noxe</em>” (il denaro della noce, frutto simbolo di fecondità ed abbondanza), una piccola mancia che veniva data per lo più ai bambini, ma anche dai datori di lavoro ai propri dipendenti.</p>
<p><strong>I canti e le poesie natalizie</strong> erano il compito preferito dei bambini, che, in piedi sulla sedia, recitavano con impegno le lunghe strofe – naturalmente in genovese – imparate nelle settimane precedenti.</p>
<h2>Il Pandolce, re del Natale.</h2>
<p>Le tradizioni più importanti passano naturalmente per la tavola, con tantissimi <strong>piatti cucinati per l’occasione</strong> e che in tempi antichi, ma nemmeno poi così tanto lontani, rappresentavano l’unica vera mangiata dell’anno dopo i sacrifici dei precedenti 12 mesi.</p>
<p>Sulla tavola imbandita erano posti degli elementi simbolici che volevano essere di<strong> buon auspicio</strong>: una manciata di sale, un pane bianco destinato ai poveri e uno per gli animali, un mestolo forato (cassoa) e uno scopino di erica benedetto nella messa di mezzanotte.</p>
<p>Il più celebre tra i piatti tipici è sicuramente il <strong>pandolce</strong> genovese, il dolce più tipico della città che le nonne preparavano il 23 dicembre in un clima festoso che coinvolgeva tutta la famiglia. Tra bambini urlanti che rubavano uvetta e pinoli, le donne della famiglia impastavano per ore per dare la giusta consistenza alla pasta e al termine lo mettevano a riposare per la lievitazione… niente meno che nel loro letto! Il giorno di Natale poi, sulla tavola imbandita, il pandolce, con un rametto di alloro conficcato nel centro, veniva passato tra i commensali per un bacio di rito e poi consegnato prima al più giovane, che doveva togliere il ramoscello, e poi al più anziano per il taglio della prima fetta. Un rituale che simboleggia la continuità delle tradizioni nella famiglia.</p>
<p>Tra i piatti più celebri vanno poi ricordati i ravioli alla genovese, farciti di carne, uova ed erbette tipiche e conditi con il classico “<em>tocco</em>”, il sugo di carne alla genovese, oppure i maccheroni genovesi – una pasta lunga addirittura 20 cm e più simile alle penne in realtà – in un brodo di carne molto ricco.<br />
Tra i secondi i più classici sono invece rimasti, oggi come allora, l’arrosto di tacchino con patate e il cappone.</p>
<h2>Natale in Piazza.</h2>
<p>Ci sono poi tradizioni pubbliche che tuttora vengono ricordate e rispettate. Alcuni giorni prima del Natale, il Doge di Genova partecipava alla <strong>celebrazione del Confeugo</strong>, una cerimonia benaugurale durante la quale veniva bruciato un tronco di alloro, simbolo di pace e prosperità per il Natale e l’anno nuovo. Ancora oggi il Sindaco di Genova presiede a questo evento tradizionale, <a href="http://www.visitgenoa.it/evento/confeugo-2019" target="_blank" rel="noopener noreferrer">che quest’anno si svolgerà il 21 dicembre</a>.</p>
<p>Ma già da questi giorni il Porto Antico ha acceso le sue speciali <strong>luminarie natalizie</strong> per creare una <strong>magica</strong> <strong>atmosfera</strong> che vi accompagnerà fino a inizio gennaio.</p>
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		<title>Caruggi Street food</title>
		<link>https://testing.portoantico.it/magazine-news/caruggi-street-food/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[danielabalbi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Jul 2018 12:01:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Enogastronomia]]></category>
		<category><![CDATA[Magazine]]></category>
		<category><![CDATA[Genova]]></category>
		<category><![CDATA[street food]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Street food forever. Sarà perché consente di ottimizzare i tempi,...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>Street food forever.</h2>
<p>Sarà perché consente di ottimizzare i tempi, ormai necessità assoluta, facendo confluire nella pausa pranzo movimento e alimentazione.</p>
<p>Sarà perché consente di assaggiare le<strong> tipicità locali</strong> senza ingolfarsi in un’unica soluzione al tavolo del ristorante.</p>
<p>Sarà semplicemente perché <strong>è divertente e incuriosisce</strong> girare per le strade della città addentando un panino o spiluccando da un cartoccio.</p>
<p>Fatto sta che lo <strong>street food è sempre più gradito</strong>, un po’ ovunque.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Mangiar per caruggi.</h2>
<p>Avrete già assaggiato lasagne al pesto, moscardini affogati e bavarese alla panera nel ricco <em>catering</em> offerto dall’organizzazione del congresso. Adesso, smesse le vesti professionali, vi meritate la giornata libera e vi mettete in <em>modalità turista</em>. Ecco che cosa vi offre il <strong>Centro Storico</strong>, se volete gustare <strong>cibo a Km 0</strong> mentre vi godete la bellezza dei vicoli genovesi: i <em>caruggi. </em></p>
<p>Le proposte sono ovviamente molte e varie. Appena usciti dal <a href="https://testing.portoantico.it/cosa-trovi/"><strong>Porto Antico</strong></a> vi trovate davanti ai <strong>portici di Sottoripa</strong> (i più antichi porticati pubblici di cui si abbia conoscenza in Italia!). Cogliete al volo una panoramica della palazzata che si svolge con belle tinte verso ovest e inoltratevi sotto le volte. Un tempo qui il mare lambiva le fondazioni delle case.</p>
<p>Di fronte a una delle più fornite pescherie della zona, con banchi dai colori vividi che certi giorni sembrano uscire dalla <em>Vucciria</em> di Guttuso, c’è un locale a tema pesce (fresco). Potete scegliere tra diverse farciture per i vostri originali <strong>panini al sapore di mare</strong>. Noi vi consigliamo di munirvi di un <strong>cartoccio di pesce fritto</strong>, che sia un misto o le semplici, deliziose acciughe, e attingervi mentre proseguite sulle tracce del Medioevo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Forno a legna e olio bollente.</h2>
<p>Un centinaio di metri più avanti vi trovate al cospetto di  una delle più vecchie <strong><em>sciamadde</em></strong>, ovvero friggitorie. In fondo allo stretto locale, il forno a legna manda bagliori, anche d’estate quando fuori ci si squaglia.</p>
<p>Sbirciando tra la muraglia di avventori in attesa di essere serviti, potrete ammirare piatti colmi di <strong>anelli di totani</strong>, di latterini che qui si chiamano <strong>pignurìn</strong>, di <strong>panissette</strong>.</p>
<p>Ma anche girando verso levante e risalendo i <em>caruggi</em> troverete altre friggitorie, con i loro <em>testi</em> (grandi tegami di rame) di <strong>farinata</strong>, i <strong>cuculli</strong> (piccole frittelle tonde e soffici), le <strong>torte di verdura</strong>.</p>
<p>E alcuni “templi del panino” dove potrete comporre il vostro scegliendo da una quantità inesauribile di vaschette contenenti affettati e sottoli, verdure, formaggi e salse.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>We are the world.</h2>
<p>Ma dal momento che <strong>Genova</strong> è aperta alle contaminazioni etniche, se prendete per una qualsiasi delle strade che risalgono dal mare vi troverete in difficoltà a scegliere tra le tante proposte. Tra <strong>Via San Lorenzo, Canneto il Lungo, Via dei Giustiniani, Via di Ravecca</strong> e un po’ ovunque nella zona, potete soddisfare curiosità e palato.</p>
<p>Le <strong><em>hamburgerie</em></strong> spopolano, da quelle <em>cool</em> dove potete ordinare col <em>tablet</em>, a quelle gettonatissime dagli studenti in virtù del rapporto dimensioni panino/prezzo.</p>
<p>Ma c’è anche il <strong>panino con le polpette al sugo</strong>, quello con gli <strong>straccetti di pollo ruspante con salse</strong> varie, quello con le <strong>acciughe fritte</strong>. Ci sono le <strong>focaccine fritte farcite</strong>,  gli <strong>arancini</strong>, la <strong>pizza</strong> e la <strong>pinsa</strong>. E le <strong>jacket potato</strong>, i <strong>souvlaki</strong> e ovviamente il <strong>kebab</strong>.</p>
<p>Ma ritorniamo ancora al <strong>cibo di strada locale</strong>. Come resistere a una fetta di <strong>torta di riso</strong> o di <strong>torta</strong> <strong>pasqualina</strong>, alla <strong>focaccia col formaggio</strong>, al <strong>latte dolce fritto</strong>?</p>
<p>Come non lasciarsi tentare dalla <strong>regina dello street food genovese</strong>, così semplice e così straordinaria: la<strong> focaccia</strong>?</p>
<p>Gustatela appena sfornata, respiratene la fragranza, percepitene la croccantezza ad ogni morso. Come scriveva un grande scrittore ligure, <strong>Vittorio G. Rossi</strong>:</p>
<blockquote><p>Bisogna mangiarla camminando lentamente, come se si pensasse alla fondazione del mondo; e non si deve pensare a niente, solo alla focaccia che si sta mangiando.</p>
<p>E se si è in vista del mare, è meglio ancora: la focaccia allora si condisce anche di mare.</p>
<p>&nbsp;</p></blockquote>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Ricette a km 0: genuinità e gusto nei piatti della tradizione ligure</title>
		<link>https://testing.portoantico.it/magazine-news/ricette-km-0-piatti-della-tradizione-ligure/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Edoardo Cavazzuti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Jan 2018 09:52:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Enogastronomia]]></category>
		<category><![CDATA[Magazine]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://testing.portoantico.it/?p=14792/</guid>

					<description><![CDATA[<p>Nei ristoranti del Porto Antico si servono tanti piatti della...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nei <a href="https://testing.portoantico.it/cosafare/gusto/">ristoranti del Porto Antico</a> si servono tanti <strong>piatti della tradizione ligure</strong>. Antiche ricette popolari con l&#8217;aggiunta di fantasia e creatività per esaltarne la genuinità. Qui gustare un menù completo di <strong>tutti i sapori della Liguria</strong>, in un connubio di tradizione e innovazione. Una <em>koinè</em> di gusti che potrete riproporre anche a casa usando come riferimenti il rapporto territorio/gastronomia, nonché l&#8217;arte degli abbinamenti tra i piatti e tra i cibi e il vino.</p>
<p>Ecco tante ricette a km 0 per organizzare il vostro viaggio tra i piatti della tradizione ligure, dall&#8217;antipasto al dolce.<br />
[cycloneslider id=&#8221;ricette-km-zero&#8221;]</p>
<h2>Antipasti.</h2>
<h3>Tûrta de giæ:</h3>
<p>La <em>tûrta de giæ</em> è una torta salata preparata con le <strong>bietole dell&#8217;orto e la <em>prescinseua</em></strong>. La <em>prescinseua</em> è un formaggio fresco e cremoso tra i più tipici di Genova. Viene consumata in maniera quasi esclusiva nel territorio ligure già dal tardo medioevo. Per cucinare la <em>tûrta de giæ</em> spalmate la <em>prescinseua</em> sulle foglie di bietole leggermente infarinate, tra strati di pasta sfoglia. Infornate per un&#8217;ora a 180° e il gioco è fatto.</p>
<h3>Fritti misti:</h3>
<p>I fritti misti alla genovese possono comprendere diverse prelibatezze a seconda di quanto offre il territorio e la stagione: <strong>zucchine</strong>,<strong> carciofi</strong>,<strong> fiori di zucca</strong>,<strong> melanzane</strong> e altri prodotti dell&#8217;orto, il tutto immerso in pastella. Se alla pastella unirete<strong> lattuga e cipollino</strong> finemente tagliati e friggerete a piccole cucchiaiate otterrete invece i classici <strong><em>frisceu</em></strong>. Mentre per le deliziose <strong>panissette</strong>, dovrete preparare una polenta di farina di ceci, tagliarla a listarelle e friggerle finché non diventeranno croccanti. Una golosità tipica dell&#8217;entroterra genovese è il <strong>latte brusco</strong>, un impasto di farina, latte, uova battute, prezzemolo tritato e una scorza di limone: stendetelo con 1 cm di spessore, tagliatelo a quadrati, impanate e saltate in padella. Denominatore comune di tutte le possibili versioni di questo piatto è la <strong>frittura in olio d&#8217;oliva ligure</strong>, delicato e leggero.</p>
<h2>Zuppe.</h2>
<h3>Ciuppin:</h3>
<p>Il ciuppin è una <strong>zuppa di pesce</strong> tipica di Genova e della Liguria e può avere come ingredienti principali la palamita, la rana pescatrice, lo scorfano, il grongo o <strong>altre specie &#8220;dimenticate&#8221;</strong>, buone e nutrienti come le varietà più rinomate ma molto più sostenibili ed economiche. Pulite i pesci aggiungendone altri di vostro gusto &#8211; ad esempio cozze, calamari e gamberi viola di Santa Margherita Ligure &#8211; e fate bollire teste e lische per ottenerne un brodo leggero che aggiungerete gradualmente a un soffritto con le carni più tenere e i pomodori. Fate cuocere per circa 20 minuti.</p>
<h3>Mesciüa:</h3>
<p>La <em>Mesciüa</em> è una <strong>zuppa di legumi e cereali</strong> originaria della zona di La Spezia, dove viene preparata utilizzando ceci, farro e alcuni prodotti agroalimentari tradizionali della Val di Vara: i piselli neri di L&#8217;Ago, i fagioli cannellini, cenerini e quelli cosiddetti &#8220;dell&#8217;aquila&#8221; di Pignone. Mettete in ammollo i legumi per almeno 12 ore e poi lessateli per almeno altre 2. Al momento di servire a tavola, aggiungete un filo di olio extravergine d&#8217;oliva ligure, una macinata di pepe e accompagnate con un Colli di Luni rosso DOC.</p>
<h2>Primi piatti.</h2>
<h3>Trenette, gnocchi, testaroli o maltagliati con il pesto:</h3>
<p><strong>Il pesto</strong>, con il suo profumo intenso e il suo gusto delicato, è probabilmente la più celebre delle specialità gastronomiche di Genova, re incontrastato di moltissimi piatti della tradizione ligure. Va preparato con <strong>basilico DOP</strong>, possibilmente quello che cresce sulle colline di Pra&#8217;, e con olio extravergine d&#8217;oliva rigorosamente ligure. Potete utilizzarlo per condire le classiche <strong>trenette o trofiette</strong>, i testaroli della Lunigiana, uno dei tipi di pastasciutta più antichi in assoluto, o gli gnocchi di patata quarantina, una qualità di tubero tipica dell&#8217;entroterra genovese in generale e della Val Trebbia in particolare. Provate il pesto anche sui maltagliati di castagne: scoprirete un abbinamento delizioso!</p>
<h3>Ravioli al &#8220;tuccu&#8221; di carne cabannina:</h3>
<p>Nella biblioteca del <strong>Congresso di Washington</strong> è custodita una ricetta dei ravioli di carne al &#8220;tuccu&#8221; alla genovese risalente al 1839, scritta di pugno dal compositore <strong>Niccolò Paganini</strong>. Il &#8220;tuccu&#8221; è il pezzo di carne utilizzato per il sugo di condimento, da far rosolare intero prima di aggiungere funghi secchi, pinoli e salsa di pomodoro. Per una ricetta a km 0 potete optare per carne di cabannina, l&#8217;unica razza bovina autoctona genovese, oggi presidio <a href="http://www.slowfood.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Slow Food</a>.</p>
<p>[button color=&#8221;blue&#8221; size=&#8221;normal&#8221; alignment=&#8221;none&#8221; rel=&#8221;follow&#8221; openin=&#8221;_blank&#8221; url=&#8221;https://testing.portoantico.it/cosafare/gusto/&#8221;] SCOPRI I LOCALI PIÙ GUSTOSI [/button]</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Secondi piatti.</h2>
<h3>Cappon magro:</h3>
<p>Un tempo lo consumavano pescatori e servitù <strong>cucinando l&#8217;invenduto</strong> e i frutti più poveri del mare e dell&#8217;orto. Oggi il <strong>cappon magro</strong> è considerato uno dei piatti della tradizione ligure più ricercati uno di quelli che, per la sua scenograficità e per la difficoltà di preparazione, viene solitamente <strong>riservato dai genovesi ai giorni di festa</strong>. L&#8217;ingrediente base è il pesce cappone o un altra specie a polpa bianca come la gallinella o il nasello. Potete procedere <strong>ideando un&#8217;architettura a strati</strong> nella quale il pesce lessato si dispone su gallette bagnate in acqua e aceto e si alterna, in un <strong>accostamento cromatico</strong> accattivante, alla salsa verde alla genovese e a verdure e ortaggi di diverso tipo, dai carciofi d&#8217;Albenga alle barbabietola rossa alle radici di scorzonera. Per la decorazione potete utilizzare i <strong>gamberi viola di Santa Margherita Ligure</strong> e crostacei e molluschi a vostro gusto, così come uova sode e olive verdi o nere.</p>
<h3>Cima:</h3>
<p>La cima è uno dei tanti capolavori della <strong>tradizione gastronomica genovese</strong>, per la perfetta armonia di sapori che riesce a presentare <strong>a partire da ingredienti poveri</strong>. La preparazione non è difficile, ma va fatta con cura per evitare che la cima &#8220;scoppi&#8221;: fatevi preparare dal macellaio un taglio sottile e rettangolare di carne della pancia del vitello, facendolo cucire su 3 lati in modo da creare una sacca. Farcite con un amalgama di polpa di carne e interiora finemente tritate, uova, formaggio, pinoli, piselli e maggiorana e ricucite anche il quarto lato della sacca, fate bollire per un paio di ore e poi raffreddare sotto un peso. Servite la cima tagliata a fette accompagnandola con salsa verde alla genovese. Se volete un ripasso veloce, potete ascoltare la bellissima canzone <em>&#8216;Â çimma</em> che <strong>Fabrizio De André</strong> a dedicato a questo piatto e alla sua &#8220;magica&#8221; preparazione.</p>
<h2>Dolci.</h2>
<h3>Strosciata:</h3>
<p>La strosciata è un dolce originario di <strong>Pietrabruna</strong>, nell&#8217;imperiese, una zona dove il gusto dell&#8217;olio extravergine di olive taggiasche la fa da padrone. L&#8217;abbondante utilizzo di <strong>olio al posto del burro</strong> rende questa focaccia dolce molto friabile &#8211; un po&#8217; come la sbrisolona mantovana &#8211; mentre l&#8217;aggiunta nell&#8217;impasto di una scorza di limone grattugiata e di <strong>un bicchiere di marsala o di vermut</strong> le regala un profumo inconfondibile. Servitela a tavola ancora intera e lasciate che i commensali ne stacchino un pezzo con le dita: &#8220;strosciare&#8221; nel dialetto ligure significa spezzare, rompere, ed è così che viene tradizionalmente consumata.</p>
<h3>Pandolce genovese.</h3>
<p>Il pandolce genovese fu scelto nel Cinquecento dal doge <strong>Andrea Doria</strong> come dolce rappresentativo della città, adatto per la facile conservazione e per le proprietà nutritive anche ai lunghi viaggi in mare. Oggi viene consumato tipicamente durante le <strong>festività natalizie</strong>, sia nella soffice versione alta che in quella bassa, più fragrante e facile da preparare. Il gusto unico del pandolce genovese deriva dall&#8217;utilizzo abbondante di pinoli, uvetta sultanina, cedro candito, semi di finocchio e acqua di fiori d&#8217;arancio nell&#8217;impasto.</p>
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		<title>Street Food Fest: la festa del cibo di strada</title>
		<link>https://testing.portoantico.it/magazine-news/street-food-fest-la-festa-del-cibo-di-strada/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[federicafolegnani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Aug 2017 10:01:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Enogastronomia]]></category>
		<category><![CDATA[Magazine]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Da mercoledì 30 agosto a domenica 3 settembre torna in...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Da mercoledì 30 agosto a domenica 3 settembre</strong> torna in <a href="https://testing.portoantico.it/location/piazza-delle-feste/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Piazza Delle Feste</a> la terza edizione di <strong>Street Food Fest,</strong> la manifestazione dedicata al cibo di strada organizzata da <strong>Rasterman</strong> in collaborazione con <a href="https://testing.portoantico.it/strutture/eataly-genova-alti-cibi/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Eataly</a>.</p>
<h2>Le novità della 3° edizione.</h2>
<p>Per l’edizione 2017, <strong>Street Food Fest</strong> <strong>vi aspetta con</strong> <strong>24 stand</strong> <strong>gastronomici</strong> che vi accompagneranno in  un viaggio culinario tra i sapori di Liguria, Lombardia, Emilia Romagna, Lazio, Campania, Puglia e Sicilia attraverso i piatti tipici della <strong>cucina di strada italiana</strong>: dal <em>pane cunzatu</em> siciliano al latte brusco genovese siamo certi che i vostri palati rimarranno pienamente soddisfatti.</p>
<h2>SuperBirra: il festival nel festival.</h2>
<p>All&#8217;interno di <strong>Street Food Fest</strong> anche quest’anno ci sarà <strong>SuperBirra</strong>, il festival, giunto alla 5 edizione, che è un vero e proprio tributo alla produzione della birra di qualità e che vede la partecipazione di <strong>10 birrifici italiani</strong> con oltre <strong>30 qualità di birra</strong>.</p>
<p>Durante i giorni di manifestazione, si svolgeranno <strong>laboratori e sessioni di degustazione</strong> con diversi esperti e <em>sommelier</em> che vi faranno scoprire tutti i segreti della bevanda più antica e diffusa al mondo.</p>
<p>[cycloneslider id=&#8221;street-food-fest-17&#8243;]</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Cibo di strada: dall&#8217;antica Grecia ai giorni nostri.</h2>
<p>Dopo il ristorante stellato, i fasti degli agriturismo e l’era dell’<em>happy hour</em> <strong>questa è, senza dubbio, l’epoca dello street food. </strong></p>
<p>Quasi tutti sapete cos&#8217;è lo <em>street food</em> ma per chi ancora non dovesse sapere di cosa stiamo parlando ve lo spieghiamo in poche parole: tradotto letteralmente il <strong>cibo di strada</strong> è tornato alla ribalta grazie a programmi televisivi, manifestazioni e <em>food blogger</em> che ne parlano e ne celebrano la bontà.</p>
<p>Il cibo di strada ha origini antichissime: si ritiene che i primi a friggere il pesce appena pescato e venderlo nei pressi dei porti furono i <strong>greci</strong>, copiati in un secondo momento dai <strong>romani</strong>, che si organizzarono con i cosiddetti <em>thermopolia</em>, gli antenati dei “baracchini” che vendevano cibi semplici e poco lavorati.</p>
<p>Oggi lo <em>street food</em> sta facendo impazzire un po’ tutti. Secondo i dati della FAO, quasi <strong>2.5 miliardi di persone</strong> mangiano ogni giorno <em>street food</em>, perché è veloce, pratico, conviviale e &#8211; soprattutto &#8211; costa poco.</p>
<h2>Qualche curiosità dal <em>web</em>.</h2>
<p>Ma voi lo sapete quale <em>street food</em> si cerca maggiormente su <strong>Google? </strong></p>
<p>Al <strong>1° posto</strong> troviamo <strong>la pizza</strong>, la regina indiscussa del cibo di strada; al <strong>2° posto la piadina</strong> e al <strong>3° posto</strong> <strong>la focaccia </strong>e di questo &#8211; da buoni genovesi &#8211; ne siamo particolarmente orgogliosi!</p>
<p>Ora tocca a voi: qual&#8217;è il vostro cibo di strada preferito?</p>
<h3>Info utili su Street Food Fest:</h3>
<h4>Quando: dal 30 agosto al 3 settembre<br />
Dove: Piazza Delle Feste<br />
Orario: dalle 18:00 alle 24:00<br />
Ingresso libero<br />
<a href="http://www.streetfoodgenova.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">www.streetfoodgenova.it</a></h4>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Mangiare Slow: la ricetta della rana pescatrice in zuppetta di nocciole</title>
		<link>https://testing.portoantico.it/magazine-news/mangiare-slow/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[claudiatirasso]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 May 2017 12:10:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Enogastronomia]]></category>
		<category><![CDATA[Magazine]]></category>
		<category><![CDATA[Ricette]]></category>
		<category><![CDATA[Slow Fish]]></category>
		<category><![CDATA[Slow Food]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Abbiamo chiesto a Marco Visciola, il giovane chef del ristorante Il...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Abbiamo chiesto a <strong>Marco Visciola</strong>, il giovane <em>chef</em> del ristorante <a href="https://testing.portoantico.it/strutture/il-marin-ristorante/">Il Marin</a> di <strong>Eataly Genova </strong>di indicarci una ricetta veramente <em>slow</em>, una di quelle fatte apposta per coccolarsi con qualcosa di buono. Non serve essere <em>chef</em> stellati per prepararla, ma ha dei requisiti base: <strong>ingredienti di prima qualità</strong>.</p>
<h2>La parola allo chef.</h2>
<p>È l&#8217;esatto opposto di una ricetta veloce. Prendetevi il vostro tempo per selezionare ingredienti e gli strumenti; godetevi la preparazione, prima ancora del piatto. Rallentate. Comprate <em>slow</em>, cucinate <em>slow</em>, mangiate<em> slow</em>.</p>
<h2>La ricetta della Rana pescatrice in zuppetta di nocciole, crescione e salicornia.</h2>
<h4>Ingredienti per 4 persone.</h4>
<h3>Per la zuppetta di nocciole:</h3>
<ul>
<li>1 lisca di rana pescatrice;</li>
<li>1 costa di sedano;</li>
<li>1 cipolla bionda;</li>
<li>1 carota;</li>
<li>30 g aceto di riso;</li>
<li>5 g lectina di soia;</li>
<li>10 g colatura di alici;</li>
<li>80 g pasta di nocciole;</li>
<li>Olio extravergine di oliva q.b.</li>
</ul>
<p>In una casseruola mettere l’olio extravergine di oliva e soffrigere tagliati a pezzettoni la cipolla, la carota, il sedano e la lisca di rana pescatrice, una volta ben tostata coprire con ghiaccio e acqua fredda.<br />
Far sobbollire per mezz’ora, poi filtrare il brodo e continuare a far ridurre.</p>
<p>Pesare 500 g di brodo di rana pescatrice, aggiungere l’aceto di riso, la pasta di nocciole, la colatura di alici, la lectina di soia e con un frullatore ad immersione emulsionare il tutto. La zuppetta dovrà risultare leggera e spumosa.</p>
<h3>E ora passate al pesce:</h3>
<ul>
<li>4 tranci di rana pescatrice da 150 g ciascuno;</li>
<li>60 g di crescione d’acqua;</li>
<li>60 g di salicornia;</li>
<li>4 cialde alla nocciola;</li>
<li>Fiori eduli;</li>
<li>Olio extravergine q.b.</li>
<li>Sale fino q.b.</li>
</ul>
<p>In una padella scottare da tutti i lati i tranci di rana pescatrice, aggiungere un mestolo di zuppetta di nocciola, il sale, coprire con un coperchio e far cuocere lentamente per qualche minuto.<br />
Fare un’ insalata con il crescione e la salicornia, condirla con olio extravergine e adagiarla su una fondina.</p>
<p>Posizionare al centro dell’insalata la rana pescatrice, riscaldare la zuppetta di nocciola e nappare il trancio, decorare con una cialda di nocciola e qualche petalo di fiore.</p>
<p>E allora, vi abbiamo convinto a cucinare e mangiare in maniera più <em>slow</em>?</p>
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		<title>Quando il pesce è Slow: buono, sano, sostenibile</title>
		<link>https://testing.portoantico.it/eventi/quando-il-pesce-e-slow/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[claudiatirasso]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 May 2017 16:22:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Enogastronomia]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Magazine]]></category>
		<category><![CDATA[eataly]]></category>
		<category><![CDATA[Slow Fish]]></category>
		<category><![CDATA[Slow Food]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>È uno degli obiettivi principali di Slow Fish, l&#8217;evento biennale...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>È uno degli obiettivi principali di <a href="https://testing.portoantico.it/2017/slow-fish-genova/">Slow Fish</a>, l&#8217;evento biennale dedicato al pesce che si terrà al Porto Antico<strong> dal 18 al 21 maggio 2017</strong>: sensibilizzare il pubblico sui metodi di <strong>pesca sostenibile</strong> ed educare a un consumo ittico più <strong>informato e critico</strong>.</p>
<h2>Il Pesce sostenibile è più buono.</h2>
<blockquote><p>&#8220;Sostenibile è la pesca che preleva dal mare solo ciò che serve, senza sprechi e utilizzando attrezzi artigianali e che hanno un basso impatto sull&#8217;ambiente e la fauna marina. È quella pesca che considera il mare e le sue risorse un bene comune, da tutelare anche per le generazioni future.&#8221;  &#8211; Greenpeace</p></blockquote>
<p>Sono quindi da evitare specie ittiche che vengono eccessivamente sfruttate, il cui ecosistema viene danneggiato e vanno preferiti pesci provenienti da filiere più corte.</p>
<h2>Pesce: tradizione e sostenibilità.</h2>
<p>Naturalmente esistono pesci più sostenibili – la cui pesca è rispettata, controllata e tutelata – ed altri che hanno guadagnato il <strong>bollino nero</strong> della sostenibilità.</p>
<p>Tra questi ci sono pesci che probabilmente rientrano poco nella nostra cultura gastronomica – o che ne fanno parte, ma per periodi limitati come il natalizio capitone &#8211; ma altri, invece, che sono protagonisti di ricette di uso comune, molto popolari a Genova.</p>
<p>Fino a pochi anni fa per esempio era molto apprezzata la farinata realizzata con <strong>i bianchetti</strong> – oggi al bando – mentre un classico piatto della tradizione è lo <strong>stoccafisso accomodato</strong> sebbene anche il merluzzo sia una specie fortemente a rischio.</p>
<p>Tra i pesci più incriminati ci sono <strong>anche il tonno</strong> – sia rosso che pinna gialla – il pesce spada e il salmone. Sono razze molto utilizzate in cucina, in primo luogo, perché eliminano l&#8217;antipatico problema della pulizia del pesce &#8211; vengono quasi sempre venduti in tranci già puliti e de-liscati  – e poi si prestano a preparazioni veloci e semplici.</p>
<h2>Come possiamo sostituirli?</h2>
<p>Ci sono tantissimi pesci buoni e che possiamo mangiare senza remore: lo sgombro, la palamita, il sugarello, il pagello o la lampuga e tanti altri.</p>
<p>Noi vi consigliamo di scaricare a questo link la <a href="http://www.slowfood.com/slowfish//filemanager/guide/guida_ITA_bassa.pdf">Guida &#8220;Mangiamoli giusti&#8221;</a> di Slow Food: dentro trovate la lista dei pesci sostenibili, divisi per stagione, i consigli per una spesa più intelligente, interessanti approfondimenti e gustose ricette molto veloci per preparare piatti &#8220;<strong>buoni, puliti e giusti</strong>&#8220;, in pieno spirito Slow Fish.</p>
<p>L'articolo <a href="https://testing.portoantico.it/eventi/quando-il-pesce-e-slow/">Quando il pesce è Slow: buono, sano, sostenibile</a> proviene da <a href="https://testing.portoantico.it">Porto Antico di Genova</a>.</p>
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